17 settembre 2017

L’arte del perdonare è difficile, ma non impossibile. Leggiamo il Vangelo e accogliamo la risposta di Gesù a Pietro. Ascoltiamo il nostro cuore e chiediamo a Cristo Gesù di saper perdonare, incominciando dalla nostra famiglia, dai nostri cari…

«SIGNORE, QUANTE VOLTE DOVRÒ PERDONARE?»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
IL finale del Vangelo fa riflettere i cristiani che credono all’amore del Padre misericordioso. Il Signore annuncia a Pietro la necessità di perdonare sempre. Tuttavia Gesù sa che il cuore dell’uomo porta dentro rancore, ira e odio (I Lettura). Per di più, fin dall’inizio dei tempi gli uomini coltivano questi atteggiamenti come fossero virtù. Regna un’affascinante quanto falsa credenza: più si eserciterà la vendetta, più si troverà serenità, leggerezza e soddisfazione. Il debitore del re, oggetto della sua pietà, mostra che l’ira vendicatrice si autoalimenta, fa perdere di vista la propria miseria, pervade l’esistenza e perfino gli atti di amore ricevuti faticano ad arginarla (Vangelo).
La verità scomoda è che il Cristo ha una volontà di salvezza su tutti gli uomini, perché «sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore» (II Lettura). Che ne sarebbe di noi se Dio ci riservasse lo stesso trattamento che vorremmo per i nostri nemici? Per questo, abbiamo fiducia che guardare la nostra vita con onestà ci renderà un po’ più degni dell’infinita misericordia del Padre (Salmo).

Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap

SESSUALITÀ, DONO DI DIO

NELLA “Gioia dell’amore” – Amoris laetitia – la sessualità assume un rilievo centrale. Amare con l’anima e con il corpo è modalità propria e irrinunciabile dello scambio coniugale.
La visione positiva della sessualità matrimoniale è trattata da Francesco al termine del quarto capitolo dell’Esortazione e costituisce quasi la logica premessa del capitolo successivo dedicato alla fecondità. Non bisogna però cadere nel tranello di certa manualistica vecchio stile secondo cui le relazioni intime degli sposi venivano inquadrate solo in un’ottica procreativa o, addirittura, come remedium concupiscentiae.
Anzi, il Papa fa notare come la sessualità sia linguaggio interpersonale «dove l’altro è preso sul serio, con il suo sacro e inviolabile valore». In questa visione anche l’erotismo va inteso come prassi di più intensa comunione, di gioiosa tenerezza. Certo, avverte Francesco, se non si avvicinano i cuori, lo scambio dei corpi rischia di diventare disarmonico e disumanizzante. Il riferimento va allora al Cantico dei cantici, in cui l’appartenenza reciproca è «al servizio dell’amicizia coniugale in modo che l’altro viva in pienezza».
Solo in questa logica equilibrata e rispettosa, l’amore consacrato da Dio sarà sempre al centro della relazione, superando le fragilità del decadimento fisico e i limiti determinati dal trascorrere del tempo.

Luciano Moia
Direttore di “Noi, famiglia&vita” (Avvenire)

LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA

La Vita in Cristo e nella Chiesa

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, innalziamo le nostre preghiere al Creatore dell’universo che nel suo Figlio ci ha indicato il comandamento nuovo dell’amore.

Diciamo con fede: Ascoltaci, o Signore.

1.
Per la Chiesa, affinché, nei suoi pastori e in tutti i fedeli, si faccia sempre annunciatrice della volontà di salvezza di Dio su ogni uomo. Preghiamo:

2. Per i governanti delle nazioni, chiamati alla responsabilità sul popolo, perché favoriscano un clima di franchezza e dialogo nelle controversie sociali. Preghiamo:

3. Per i sofferenti che hanno subito violenza, perché non siano accecati dal desiderio di vendetta e siano sostenuti e aiutati a trovare vie di giustizia. Preghiamo:

4. Per noi, qui riuniti attorno alla mensa del Corpo e Sangue di Cristo, perché la Parola faccia verità sulla nostra vita già salvata da Cristo, ma sempre bisognosa di misericordia. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C -
O Dio, che non ti rallegri per la rovina del peccatore ma hai a cuore la sorte di tutta l’umanità, rinnova oggi i tuoi prodigi nei nostri cuori; non trattarci secondo i nostri peccati ma rinnovaci a immagine di Gesù Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

A - Amen.

XXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

18 L Sia benedetto il Signore, che ha dato ascolto alla voce della mia supplica. Il centurione ricorre a Gesù, ben consapevole della propria indegnità, che gli impedisce di riceverlo nella sua casa. Gesù ne elogia l’umiltà, espressione della sua fede, che la Chiesa propone a tutti i credenti che si stanno disponendo a riceverlo nell’Eucaristia. S. Giuseppe da Copertino; S. Eustorgio; S. Arianna. 1Tm 2,1-8; Sal 27,2.7-9; Lc 7,1-10.

19 M Camminerò con cuore innocente.
Luca sembra più attento alla tenerezza di Gesù, di fronte al dolore di una madre, che non allo strepitoso miracolo della risurrezione di un morto. Nessuno aveva pensato di pregare Gesù, che interviene perché «preso da grande compassione per lei», vedova e sola. Quante grazie ci concede il Signore, senza che noi gliele chiediamo. S. Gennaro (m.f.); S. Mariano; S. Ciriaco. 1Tm 3,1-13; Sal 100,1-3.5-6; Lc 7,11-17.

20 M Ss. Andrea Kim Taegon, sacerdote e Paolo Chong Hasang e c. martiri in Corea. Memoria (rosso). Grandi sono le opere del Signore. Gesù non può certamente essere insensibile all’atteggiamento indifferente e offensivo dei suoi contemporanei sia verso Giovanni che verso se stesso. Dopo averlo rilevato espressamente, sottolinea la presenza e l’azione della Sapienza, riconoscibile e riconosciuta solo dai suoi figli. 1Tm 3,14-16; Sal 110,1-6; Lc 7,31-35.

21 G S. Matteo apostolo ed evangelista. Festa (rosso). Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio. «Seduto al banco delle imposte» è la descrizione che Matteo fa della situazione peccaminosa, nella quale lo ha incontrato Gesù, strappandolo con un secco “Seguimi”. Gesù lo vede e lo chiama alla sua sequela, esercitando la “misericordia”: Egli non è venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. Questo è il Vangelo secondo Matteo. Ef 4,1-7.11-13; Sal 18,2-5; Mt 9,9-13.

22 V Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Nessuno è escluso dalla missione evangelizzatrice. Tutti sono chiamati ad annunciare, anche se con modalità differenti, la buona novella del regno di Dio. Luca associa direttamente ai Dodici “alcune donne”, indicandone l’identità; segnala, inoltre, la partecipazione di “molte altre”. S. Maurizio; S. Silvano; S. Emerita. 1Tm 6,2c-12; Sal 48,6-10.17-20; Lc 8,1-3.

23 S S. Pio da Pietrelcina (Francesco) Forgione, sacerdote dei Frati Minori Cappuccini. Memoria (bianco). Presentatevi al Signore con esultanza. La parola di Dio, vista dal versante di Dio, è un “dono” che possiamo solo ricevere; Gesù lo rimarca nella risposta alla domanda dei discepoli. Vista dal nostro versante, è un “compito” che richiede tutto l’impegno. 1Tm 6,13-16; Sal 99,2-5; Lc 8,4-15.

[24 D XXV Domenica del T.O. / A (B.V. Maria della Mercede) Is 55,6-9; Sal 144,2-3.8-9.17-18; Fil 1,20c-24.27a; Mt 20,1-16]. T

arcisio Stramare, osj

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Ti esalto, Dio, mio re (738); Tu, festa della luce (739).
Salmo responsoriale: M°. P. Rimoldi; Ritornello: Canterò per sempre l’amore del Signore! (403-404).
Processione offertoriale: Dov’è carità e amore (639).
Comunione: Come unico pane (628); Come tu nel Padre (627).
Congedo: Vergine del silenzio (595).

ACCOMPAGNAMENTO
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