14 febbraio 2018

La Quaresima sia un tempo favorevole per riscoprire il valore della pratica del digiuno, della elemosina e della preghiera. La nostra partecipazione alla vita della Chiesa sia sostenuta dal desiderio spirituale rivolto verso la Pasqua.

PERDONACI, SIGNORE: ABBIAMO PECCATO!

Giovane in pregghiera. Peopleimages / Istock
IL carattere penitenziale della Quaresima si rende visibile a partire dal giorno liturgico che ad essa dà inizio ogni anno: il mercoledì delle ceneri. Esso, reso efficacemente nella liturgia attraverso l’austero rito dell’imposizione delle ceneri, trova origine nel battesimo poiché la penitenza è nell’insieme fondata sulla stessa realtà battesimale per il perdono dei peccati ed è poi ripresa e resa segno espressivo, per quanti ricadono nel peccato, nel sacramento della Riconciliazione.
Alla riconciliazione fa appello san Paolo che afferma: «Vi supplichiamo, in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio» (II Lettura), ma un richiamo a questa dimensione che resta sempre legato al tema della conversione e del ritorno a Dio da cui ci si è allontanati, ci viene già dal profeta Gioele: «Tornate al Signore, vostro Dio» (I Lettura). Gesù infine, al di là di ogni inopportuna esteriorità, ci rivela il senso profondo delle pratiche religiose e penitenziali che prima erano del giudaismo e quindi del cristianesimo: l’elemosina sia nascosta; il digiuno, gioioso; la preghiera, umile. «E il Padre, che vede nel segreto, ti ricompenserà» (Vangelo).

Don Guido Colombo, ssp

NON VERGOGNIAMOCI DELLA CROCE DI CRISTO

Processione del Cristo morto, Venerdì santo 14 aprile 2017, Parrocchia Nostra Signora delle Vittorie, San’Onofrio (Teramo).
LA Via Crucis, come la intendiamo comunemente, risale al Medio Evo inoltrato. Furono san Bernardo di Chiaravalle (+ 1153), san Francesco d’Assisi (+ 1226) e san Bonaventura da Bagnoregio (+ 1274), con la devozione affettuosa e coinvolgente verso il mistero della Passione che diverrà poi il pio esercizio.
Infatti, la Via Crucis, nella sua forma attuale, composta da quattordici stazioni disposte nello stesso ordine, appare in Spagna nella prima metà del secolo XVII, soprattutto in ambienti francescani. Dalla Spagna venne prima fatta conoscere in Sardegna, poi nella penisola italiana. Si deve senza dubbio all'opera di un altro francescano san Leonardo da Porto Maurizio (+ 1751), se la Via Crucis ebbe una rapida diffusione in tutte le chiese dell’Ordine serafico. Il Santo ottenne poi da Clemente XII l’autorizzazione a diffonderla anche nelle altre chiese. Il Pontefice stabilì, con il breve Exponi nobis del 1731, che tutte le chiese venissero dotate di una Via Crucis.
“Cristo morto”, artista Francesco Bisceglia, San Giovanni Rotondo (FG). Resin’Art, Fabbrica Statue.
San Leonardo eresse personalmente oltre 572 Via Crucis, delle quali la più famosa è quella del Colosseo, collocata su richiesta di Benedetto XIV, il 27 dicembre 1750, a ricordo dell’Anno Santo. Fino all’Unità d’Italia, al Colosseo si concludeva la solenne Via Crucis che percorreva la via Sacra. Solo nel 1926, la croce tornò al Colosseo, non al centro, ma su di un lato.
Si dovette attendere il 1959 per riportare l’esercizio della Via Crucis nell’anfiteatro. Fu, infatti, Giovanni XXIII a presiedere il rito, ma solo per quell'anno. La tradizione venne ripresa da Paolo VI nel 1965 dando inizio alla presenza del Papa la sera del Venerdì Santo al Colosseo.

Nicola Gori

GESÙ HA LIBERATO L’UOMO DA SATANA

«Chi ascolta voi, ascolta me». Illustrazione di Gian Calloni 1985.
«CONVERTICI a te e noi ritorneremo». Questi i due termini che riassumono il cammino della Quaresima: conversione per un ritorno a noi stessi, agli altri, e soprattutto a Dio che ci chiama per una vita vera. Spesso si vede la Quaresima con una veste di lutto e di mestizia. Essa invece si presenta come un tempo di ottimismo nel quale si ricorda il significato della vita umana: entrare nella sfera divina, rinascere dall’acqua e dallo Spirito, vivere una liberazione totale che porti alla divinizzazione dell’uomo.
La Quaresima, nata come cammino di preparazione al Battesimo per i catecumeni, ci invita ogni anno a prendere coscienza di come, proprio grazie a questo sacramento, anche noi discendiamo con Gesù Cristo in ogni angolo del nostro tempo perché sia divinizzato. Ogni cristiano è chiamato a riscoprire in questo periodo liturgico la propria dignità battesimale, perché la Quaresima è «Segno sacramentale della nostra conversione» (Colletta I Quaresima).
Il Vangelo delle tentazioni di Gesù, che troviamo ogni anno nella prima Domenica di Quaresima, ci mostra le tappe di questa conversione. Le tentazioni sono quelle dell’uomo di tutti i tempi: assolutizzare un aspetto della vita assecondandogli tutto il resto; la fame, il potere e la sostituzione di Dio con i propri idoli sono seduzioni di satana che vuole allontanarci da Dio.
Gesù entra come noi nella tentazione, ma ci mostra la sua vittoria. Sappiamo di dover affrontare la prova, ma anche di vincere con Gesù e con Lui tornare a Dio, perché «Gesù da te ha preso la sua tentazione, da sé la sua vittoria», dice sant’Agostino.

Elide Siviero

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, con sincero pentimento per i nostri peccati, presentiamo all’amore misericordioso del Padre le nostre preghiere.

Diciamo insieme: Mostraci, Signore, la tua misericordia.

1. Perché la fame e la sete di giustizia e l’amore sincero per la pace guidino i pensieri e le azioni di quanti hanno la responsabilità dei popoli e delle nazioni, preghiamo:

2. Perché l’egoismo e l’indifferenza non abbiano il sopravvento nei nostri rapporti e la carità di Cristo ci unisca nel quotidiano e faticoso cammino della vita, preghiamo:

3. Perché la fraternità sia condivisa: chi è nella solitudine trovi il conforto degli affetti; chi soffre nel corpo e nello spirito trovi sollievo nella fede e nella fraterna carità, preghiamo:

4. Perché ciascuno di noi apra il suo cuore alla parola di Dio e si converta sempre più al vangelo della carità e diventi per il mondo seme di comunione, di gioia e di speranza, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Padre buono, tu non abbandoni i figli che si allontanano da te; il tuo amore è più grande del nostro peccato. Accogli le nostre suppliche che pentiti e fiduciosi innalziamo a te. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Un cuore nuovo (505); Padre, perdona (499).
Salmo responsoriale: Ritornello: Da Il canto del Sal. resp. (ElleDiCi 2011); Perdonaci, Signore (430).
Processione offertoriale: Se voi avete fame (310).
Comunione: Come un padre (492); Se tu mi accogli (501).
Congedo: Misericordias Domini (677).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


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