17 novembre 2019

Oggi viene proclamata la profezia della rovina di Gerusalemme nella prospettiva degli ultimi tempi. Nel tramonto del mondo e della sua storia quel che conta è la perseveranza nella fede: “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”. - Oggi si celebra la 3a Giornata mondiale del povero. 

PERSEVERARE NELLA FEDE, DIMORARE NELL’AMORE

«Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il “mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità». Fanno impressione queste parole del Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 675). Sono in realtà l’eco del Vangelo odierno: Gesù ci annuncia chiaramente che la Chiesa, suo Corpo, parteciperà alla sua Passione. Da parte nostra, ci dice Gesù, conta una sola cosa: la perseveranza. Perseverare nella fede. Scegliere sempre la misericordia e la benevolenza. «Non preparare la nostra difesa», ma ricevere da Gesù «la parola e la sapienza» dell’amore. E la preghiera: pregare per le anime, pregare per essere liberati dalla «superbia e dall’ingiustizia», affinché il «Sole di giustizia, al suo sorgere, ci porti raggi benèfici» e non fuoco bruciante (I Lettura). E, aggiunge Paolo, guardiamoci dall’agitazione o dall’oziosità. Pregare per saper amare. Per dimorare nell’amore.
fr. Antoine-Emmanuel, Fraternità Monastica di Gerusalemme, Firenze

Donare speranza e futuro a chi è in carcere

Il carcere, usato come punizione, o come modalità della giustizia atta a rivelare la natura malvagia del reato, sottopone il detenuto ad una destabilizzante umiliazione. Come cappellano in un carcere, vedo ogni giorno che, se queste fossero le condizioni, il detenuto verrebbe ridotto all’inoperosità, le sue abilità e competenze frustrate, la sua dignità calpestata da una situazione di totale dipendenza. La pena o tende al riscatto o peggiora e distrugge. Il dettato costituzionale però è chiaro: «Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato » (art. 27). Il carcere va trasformato, la pena detentiva va rimodulata da processi virtuosi che ridiano senso e speranza, come è l’opportunità di un vero lavoro, in carcere o in regime di semilibertà. Lasciare aperte le sbarre, perché non lascino fuori la speranza; quella speranza che può fare il miracolo in chi ha deciso di farla finita con droghe, rapine, violenze... in chi vuole acquisire la cultura del lavoro e della legalità. La strada per la libertà passa attraverso l’inclusione, la formazione, il lavoro. Ma stare vicini ai carcerati non è facile in un paese dove si ama dire «sbatterli dentro e buttare la chiave». Come cristiani dobbiamo lavorare per il cambiamento. La «Giornata del povero» ci ricorda che i carcerati sono poveri: poveri di libertà, poveri di speranza, poveri di opportunità di riscatto… La nostra società, infatti, tende a punire per sempre chi è stato in galera. Dovunque vada sarà comunque un “ex”: ex detenuto, ex mafioso, ex qualcuno... Non importa se ha deciso di «cambiare», sarà sempre considerato persona poco affidabile. Cooperative e altri soggetti sociali in sinergia con gli operatori carcerari aiutano i detenuti nel loro cammino verso la libertà, il lavoro e la famiglia, ma poco potranno fare senza la stima, l’aiuto e l’attenzione di ognuno di noi.
don Luigi Alessandria

Preghiera dei fedeli

Fratelli e sorelle, siamo cittadini della città di Dio, dove per tutti c’è accoglienza, fraternità e giustizia. Il Signore Gesù ci sostenga nella vigilante attesa della sua venuta.

Lettore - Preghiamo insieme con fiducia:  Vieni, Signore, nella tua gloria.

1. Per i pastori della Chiesa, perché sappiano guardare alla storia con speranza, sempre pronti a cogliere i segni dell’azione di Dio che interviene a favore dei suoi figli; preghiamo.
2. Per i responsabili dei popoli, perché con le loro scelte e azioni collaborino all’edificazione del regno di Dio, in cui tutti possano sentirsi liberi e rispettati nella loro dignità; preghiamo.
3. Per coloro che soffrono a causa delle ingiustizie, delle persecuzioni e della fragilità delle istituzioni umane, perché perseverino nella speranza e confidino in Dio che ha cura di tutti i suoi figli; preghiamo.
4. Per i carcerati, perché non perdano la fiducia in se stessi, ma sentano di essere sempre amati da Dio e da tanti fratelli, che non giudicano ma pregano per la loro riabilitazione e reinserimento nella società; preghiamo.
5. Per noi qui riuniti, perché, facendo nostri i sentimenti di Cristo, mettiamo l’accoglienza e la condivisione prima di ogni giudizio, riconoscendo che se molto abbiamo ricevuto, molto dobbiamo donare ai fratelli; preghiamo.

Intenzioni della comunità locale.

C - Signore, ci avverti che il tempo della tua venuta è prossimo. Donaci la grazia di essere sempre vigilanti, in una vita di speranza e di carità, per essere trovati pronti nel giorno dell’incontro con te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

A - Amen.

XXXIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

18 L Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola. Il cieco non vede: può solo sentire il passaggio di Gesù. Anche noi non possiamo vedere il Signore, ma solo ascoltarlo e riconoscerlo nei segni sacramentali. Dedicazione delle Basiliche dei Ss. Pietro e Paolo, apostoli (m.f.); S. Teofredo. 1Mac 1,10-15.41-43.54-57.62-64; Sal 118,53.61.134.150.155.158; Lc 18,35-43.
19 M Il Signore mi sostiene. Zaccheo voleva vedere Gesù e si accorge che il Signore lo ha già visto per primo. È sempre Lui che ci precede e ci accompagna nel nostro desiderio di cambiamento. B. Giacomo Benfatti. 2Mac 6,18-31; Sal 3,2-7; Lc 19,1-10.
20 M Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto. Non è importante quanto si produce con la moneta che ci è stata consegnata dal Signore, ma aver compreso la volontà di Dio e non essere rimasti inerti, bloccati dalla paura. S. Teonesto; S. Edmondo; B. Maria Fortunata Viti. 2Mac 7,1.20-31; Sal 16,1.5-6.8.15; Lc 19,11-28.
21 G Presentazione della B.V. Maria. Memoria (bianco). Il Signore si è ricordato della sua misericordia. Benché l’episodio della Presentazione al Tempio non sia narrato dai Vangeli, la Chiesa ritiene che Maria con il suo “fiat” abbia confermato l’intenzione di consacrarsi totalmente a Dio, che farà di lei la Madre del suo Figlio. Oggi si celebra la Giornata mondiale delle Claustrali. Lezionario dei Santi: Zc 2,14-17; Sal da Lc 1,46-55; Mt 12,46-50.
22 V S. Cecilia, vergine e martire, Memoria (rosso). Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore. Con la purificazione del tempio, Gesù ci rivela il vero significato della liturgia: è l’azione sacra per eccellenza che mette Dio al centro della nostra vita. Bb. Salvatore Lilli e c.; S. Benigno. 1Mac 4,36-37.52-59; Cant. 1Cr 29,10-12; Lc 19,45-48.
23 S Esulterò, Signore, per la tua salvezza. Cristo non spiega come sarà il mondo futuro. Rimane sul vago: dice solo che sarà diverso da come ora viviamo, ma tutto sarà avvolto dalla luce della Risurrezione. S. Clemente I (m.f.); S. Colombano (m.f.); B. Margherita di Savoia. 1Mac 6,1-13; Sal 9,2-4.6.16.19; Lc 20,27-40.
24 D Cristo Re dell’universo / C (Ss. Andrea Dung-Lac e c.) 2 Sam 5.1-3; Sal 121,1-2.4-5; Col 1,12-20; Lc 23,35-43.

Elide Siviero

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