11 ottobre 2015

C’è una ricchezza che noi possediamo: è la ricchezza della nostra vita personale. Davvero siamo tutti ricchi in questo senso. Tuttavia questo dono diventa ancora più prezioso nella misura in cui diventa dono per gli altri. Gesù ci invita a entrare nella logica del dono e della condivisione.

«VA’, VENDI QUELLO CHE HAI E DALLO AI POVERI»

«Ma a queste parole il giovane si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva molti beni».

«Ma a queste parole il giovane si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva molti beni».

LA Sapienza è ciò che rende salde le opere che compiamo nella nostra vita. Le letture di oggi sono un vademecum per realizzare la propria esistenza e per rendere sicuro ciò che abbiamo costruito con il sudore della nostra fronte. Il tale, che va incontro a Gesù chiedendogli la vita eterna, cioè una vita vissuta in pienezza in questo mondo e in quello che verrà, è alla ricerca di ulteriori cose buone da fare. Gesù invece lo invita a capire con il cuore (Vangelo). La vera ricchezza è uno sguardo chiaro sulla propria vita, lo stesso sguardo di amore che ha Gesù quando fissa i suoi occhi su di noi, come li fissò su quel tale. Questa è la sapienza che possiamo attingere dalla Parola, che essendo vivificata dallo Spirito, può parlare a ciascuno di noi (II Lettura). La sfida che ci lancia Gesù è di provare a vivere, lasciando le nostre mentalità per abbracciare lo stile del Vangelo. La nostra vita, nutrita dallo Spirito di Sapienza (I Lettura), divenga messaggio di vita eterna per gli uomini del nostro tempo; allora realizzeremo il centuplo a favore nostro e di chi ci sta attorno. Significative le parole di san Giovanni Paolo II: «Vediamo, nel caso del giovane del vangelo, che le molte ricchezze diventarono un ostacolo all’accettazione della chiamata di Gesù a seguirlo ».
Fr. Gianfranco Tinello, ofm, Cap

LUPO

Fiero e indipendente


“Lupo”, illustrazione di Alfredo Brasioli, 2014.

Papa Francesco ama e rispetta la dignità della famiglia. (foto ALESSANDRA BENEDETTI / CORBIS).

IL lupo (in ebraico ze’eb; in greco lypos) è menzionato nella Bibbia in relazione alle pecore. In ricerca di cibo la sua attenzione va al bestiame minuto, soprattutto agnelli; i lupi in branco attaccano e sbranano con ferocia le loro vittime. Il lupo abita nella steppa (Ger 5,6) e nella notte (Sof 3,3; Ab 1,8) caccia come predatore rapido e implacabile (Gen 49,27). La sua voracità è applicata in senso figurato a capi corrotti del popolo (Ez 22,27) e ai giudici iniqui (Sof 3,3). Alla violenza spietata del lupo si contrappone la bontà del «pastore», che protegge il suo gregge (Sal 23,4). Segno della “pace messianica” sarà la convivenza tra «lupo e agnello» (Is 11,6; cf. Sir 13,7). La metafora pastorale (Ez 34) è ripresa da Gesù attraverso l’antitesi tra il «buon pastore» e il «mercenario» (Gv 10,1-21) e la denuncia dei «falsi profeti» che si presentano come agnelli ma dentro sono «lupi rapaci» (Mt 7,15). Gesù invia i suoi discepoli in missione «come pecore in mezzo ai lupi», preparandoli alle persecuzioni a causa del Vangelo (Mt 10,16; Lc 10,3).
Giuseppe De Virgilio, biblista

IN PREGHIERA CON IL SALMO 127/128

Hai donato ai tuoi servi un cuore saggio, Signore, per camminare nelle tue vie. Insegnaci a valutare il tempo che ci doni, senza rimpianti e ritardi. Fa’ che possiamo sperimentare la tua dolcezza infinita e sentire la tua protezione paterna nella nostra vita. Conferma l’opera che hai iniziato in noi.

Preghiera dei fedeli

C --   Fratelli e sorelle, invochiamo Dio Padre perché ci doni la Sapienza del cuore e sia nostra compagna nel cammino della vita.

Lettore - Preghiamo insieme e diciamo:

A - Ascoltaci, o Signore.

1. Per il Papa e i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, perché sappiano condurre il popolo di Dio secondo la Sapienza che viene dalla tua Parola, preghiamo.

2. Per gli uomini di buona volontà, perché illuminati dalla loro coscienza, compiano azioni secondo il tuo disegno di salvezza, preghiamo.

3. Per i sofferenti nel corpo e nello spirito, perché possano vivere con sapienza questo periodo doloroso della loro vita, aperti alla speranza della vita eterna, preghiamo.

4. Per la nostra comunità, perché favorisca nei giovani la scoperta della vocazione che il Signore propone loro, preghiamo.

Intenzioni della comunità locale

C -   O Padre di ogni sapienza, tu conosci nell'intimo ciò che ogni creatura porta nel proprio cuore. Ascolta le preghiere che il tuo popolo ti ha innalzato, fiducioso nella tua bontà divina. Per Cristo nostro Signore

A - Amen. 

XXVIII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

12 L Il Signore si è ricordato del suo amore. Non sempre l’invito alla conversione viene accolto dagli uomini. Neppure molti suoi contemporanei lo riconobbero quale Messia venuto a liberare l'uomo dal peccato e dalla morte. S. Rodobaldo; S. Serafino da Montegranaro; B. Romano Sitko. Rm 1,1-7; Sal 97,1-4; Lc 11,29-32.

13 M I cieli narrano la gloria di Dio. Il rigido formalismo e la pignola osservanza delle leggi non eguaglia mai la libertà interiore dell’uomo che agisce per amore. S. Romolo; S. Chelidona; S. Venanzio. Rm 1,16-25; Sal 18,2-5; Lc 11,37-41. 14 M Secondo le sue opere, Signore, tu ripaghi ogni uomo. L’ipocrisia è il maggior ostacolo alla vita dei figli di Dio, perché mina alla radice ogni più autentica aspirazione dello spirito alla coerenza di vita. S. Callisto I (m.f.) ; S. Domenico Loricato; S. Donaziano. Rm 2,1-11; Sal 61,2-3.6.8-9 ; Lc 11,42-46.

15 G S. Teresa d’Avila, vergine e dottore della Chiesa. Memoria (bianco). Con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione. Quale responsabilità abbiamo nell’annunciare il Vangelo! C’è sempre il rischio di edulcorarlo o plasmarlo a nostra somiglianza. S. Barsen; S. Tecla. Rm 3,21-30a; Sal 129,1-6; Lc 11,47-54

16 V Tu sei il mio rifugio, Signore. Occorre riconoscere che è meglio non temere il giudizio degli uomini quando dobbiamo scegliere tra la coerenza di vita e il compromesso morale. S. Edvige (m.f.); S. Margherita Maria Alacoque (m.f.); S. Gerardo Maiella. Rm 4,1-8; Sal 32,1-2.4-5.12-13; Lc 12,1-7.

17 S S. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire. Memoria (rosso). Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza. Confessare che Cristo è il Signore è un imperativo per ogni cristiano con la sua coerenza di vita. B. Contardo Ferrini; S. Osea. Rm 4,13.16-18; Sal 104,6-9.42-43; Lc 12,8-12.

18 D XXIX Domenica del T.O. / B (S. Luca evangelista)
Is 53,10-11; Sal 32,4-5.18-20. 22; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45 N.G.

15 ottobre - Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa di Gesù nacque ad Ávila (Vecchia Castiglia, Spagna) il 28/3/1515 e morì il 15/10/1582 ad Alba de Tormes. Fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore ed entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, dove concepì e attuò la riforma che coinvolse il corrispettivo Ordine maschile. Fedele alla Chiesa e vera maestra di spirito, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Paolo VI la proclamò Dottore della Chiesa (27/9/1970), prima donna a ricevere questo riconoscimento.
Luigi Giovannini, ssp

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI:
da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009.
Inizio
Noi canteremo gloria a te (294); Tu festa della luce (380).
Rit. del Salmo responsoriale: 
M° A. Parisi; Oppure: Rit. comune: Beato chi cammina (259).
Processione offertoriale: Quanta 
sete nel mio cuore (376).
Comunione: Passa 
questo mondo (300); Il cielo narra la tua gloria (282).
Congedo: Eccomi (277).

 

ACCOMPAGNAMENTO
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