4 febbraio 2018

In questa domenica la sofferenza fa da filo conduttore nella Liturgia della Parola: Giobbe, nel suo dolore, si rivolge a Dio; Gesù opera come medico delle anime e dei corpi; l’apostolo Paolo dichiara la sua condivisione con le fragilità dei fratelli più deboli.

GUARÌ MOLTI CHE ERANO AFFLITTI DA VARIE MALATTIE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
OGGI il Vangelo ci presenta un episodio che rivela la grande umanità di Gesù: la suocera di Pietro giace a letto ammalata e il Signore, con un gesto tanto semplice quanto affettuoso, la prende per mano, la solleva e la risana dalla febbre (Vangelo). Quello che potrebbe apparire solo un prodigio, frutto della potenza di Cristo, o un gesto di amicizia, in realtà è l’occasione per l’evangelista Marco di riproporre la finalità dei miracoli: suscitare la fede e la sequela.
La suocera di Pietro, risanata, si pone al servizio di Gesù! Il miracolo, secondo il Signore, non è mai un segno eclatante, è, invece, un momento nel quale una persona, percependo in maniera forte l’amore di Dio, comprende che la vita deve essere riferita a lui; che la gioia e la stabilità vere si hanno nell’ascoltare la sua Parola, che altri hanno diritto a questa grazia e ci si deve impegnare nella testimonianza del Vangelo (II Lettura). In questo modo lo sconforto e la “ricompensa” sospirata da Giobbe (I Lettura) potrà trasformarsi nella lode per ciò che può fare il Signore.

Tiberio Cantaboni

IL BAMBINO NON ANCORA NATO «IL PIÙ POVERO TRA I POVERI»

Foto Solstock / Istock
«OGNI volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25,40). Santa Madre Teresa di Calcutta definiva il bambino non ancora nato «il più povero tra i poveri». L’embrione, essere umano indifeso e senza voce, è bambino addirittura invisibile se non al microscopio. Ma dal concepimento fino alla fine, siamo davanti a una persona con la sua inviolabile dignità e la sua anima immortale, indipendentemente dal grado di sviluppo e dalle sue capacità.
I numeri dell’aborto hanno spostato il Golgota a Betlemme: oggi sono crocifissi i piccoli nella loro innocenza. Casa Betlemme è un «ospedale da campo» che ho aperto ai tempi del Concilio Vaticano II, per accogliere le maternità più difficili. Testimoniando una Chiesa in uscita, allargai l’esperienza in un personale servizio alla “maternità senza frontiere”, nelle periferie esistenziali e in mezzo alle guerre.
Nessuna donna è tornata pentita di aver accolto la vita: né l’undicenne incinta né la prostituta né la vittima di violenza. Mi sono fatta carico anche delle maternità negate: le donne che mi portano il tormento di un aborto le aiuto con il balsamo della misericordia e lo sguardo della trascendenza, perché Gesù è l’unico “farmaco” capace di guarire il cuore da quella ferita viscerale.
La scienza ha capito che la prevenzione non sta in una maggior diffusione della contraccezione, ma in una diversa visione della sessualità e fecondità, da vivere nell’esercizio della virtù con i metodi naturali: «istruire gli ignoranti» oggi è urgente opera di misericordia spirituale. Riconciliando la creatura con il Creatore e insegnando che l’uomo non è dominato dalla concupiscenza ma redento da Cristo.

Flora Gualdani, ostetrica, Fondatrice dell’Opera Casa Betlemme

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, sapendo che il Signore risana i cuori affranti e fascia le nostre ferite, eleviamo a lui, fiduciosi, la nostra preghiera.

Preghiamo insieme dicendo: Ascolta, o Padre, la nostra preghiera.

1. Per il Papa Francesco, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi: sia loro vanto l’annuncio del Vangelo e il servizio dei fratelli bisognosi di luce e gioia. Preghiamo:

2. Per gli ammalati: attraverso la vicinanza dei parenti e degli amici, sentano l’affetto e la mano potente del Signore. Preghiamo:

3. Per i catechisti: nella loro opera di annuncio della Parola, non desiderino alcun’altra ricompensa che quella di offrire speranza all’umanità. Preghiamo:

4. Per la nostra comunità parrocchiale: con gesti di concreta solidarietà non dimentichi i poveri, gli ultimi, gli stranieri. Preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C - Padre dell’amore e della compassione, ascolta la preghiera che umilmente ti abbiamo rivolto: il tuo Figlio, medico dei corpi e delle anime, sia il nostro grande mediatore e il suo esempio sproni sempre il nostro agire a favore di chi è nel bisogno. Egli vive e regna nei secoli dei secoli..

A - Amen.

V SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

05 L S. Agata, vergine e martire. Memoria (rosso). Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza. Mentre i discepoli stentano a conoscere Gesù e a comprendere il fatto dei pani («il loro cuore era indurito»), la gente lo riconosce subito e accorre da ogni parte portandogli i malati. Marco sottolinea l’importanza di “toccare” Gesù. S. Saba; B. Elisabetta Canori Mora. 1Re 8,1-7.9-13; Sal 131,6-10; Mc 6,53-56.

06 M Ss. Paolo Miki e c. martiri. Memoria (rosso). Quanto sono amabili, Signore, le tue dimore! Le osservanze rituali sono certamente importanti, perché nascono dal desiderio di osservare i comandamenti di Dio e di esprimere il nostro rispetto. Si trasformano in ipocrisia quando diventano solo un vistoso involucro senza il suo contenuto. B. Alfonso M. Fusco; S. Guarino. 1Re 8,22-23.27-30; Sal 83,3-5.10-11; Mc 7,1-13.

07 M La bocca del giusto medita la sapienza. Le questioni legali sulla purità e impurità finiscono con l’assorbire tutta l’attenzione della vita religiosa. Gesù taglia corto, dichiarando che la vera contaminazione dell’uomo è quella si trova dentro di lui, nel suo cuore. S. Riccardo; S. Partenio; B. Pio IX. 1Re 10,1-10; Sal 36,5-6.30-31.39-40; Mc 7,14-23.

08 G Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo. Mentre farisei e scribi sono cavillosi nel contestare Gesù, presso i pagani, invece, una donna è attenta alla sua presenza. «Si getta ai suoi piedi e lo supplica», non si offende per le parole dure di Gesù, che poi la elogia ed esaudisce. S. Girolamo Emiliani (m.f.); S. Giuseppina Bakhita (m.f.). 1Re 11,4-13; Sal 105,3-4.35-37.40; Mc 7,24-30.

09 V Sono io il Signore, tuo Dio: ascolta, popolo mio. «In pieno territorio pagano», chiedono a Gesù la guarigione di un sordomuto. Nel rispetto dei “limiti” della sua missione, Gesù agisce «lontano dalla folla» ed esige il silenzio. Lo “stupore” è, tuttavia, incontenibile. S. Apollonia; S. Sabino; B. Anna K. Emmerick. 1Re 11,29-32; 12,19; Sal 80,9-10.12-15; Mc 7,31-37.

10 S  S. Scolastica, vergine. Memoria (bianco). Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo. A dimostrazione della sua «compassione per la folla», Gesù ripete la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Il chiaro coinvolgimento dei discepoli nel miracolo comporta per la Chiesa la preoccupazione di “saziare” il popolo di Dio. S. Silvano; B. Luigi Stepinac. 1Re 12,26-32; 13,33-34; Sal 105,6-7.19-22; Mc 8,1-10. Si celebra il Giorno del Ricordo delle Foibe.

[11 D VI Domenica del Tempo Ordinario / B (B.V. Maria di Lourdes) Lv 13,1-2.45-46; Sal 31,1-2.5.11; 1 Cor 10,31 – 11,1; Mc 1,40-45].

Tarcisio Stramare, osj

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Terra promessa (305); Tu sei come roccia (309).
Salmo responsoriale: Ritornello al Salmo responsoriale del M° A. Parisi; Oppure: Rit. comune: A te, Signore, innalzo l’anima mia (41).
Processione offertoriale: Quanta sete nel mio cuore (376).
Comunione: Amatevi, fratelli (255); Quando venne la sua ora (120).
Congedo: Grandi cose (216).

ACCOMPAGNAMENTO
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