8 marzo 2015

Davanti ai nostri cuori sono posti i comandamenti di Dio: facciamo il nostro esame di coscienza per vedere come ci comportiamo con Dio e con i fratelli. Ricordiamo che digiuno, preghiera e carità sono i segni della nostra conversione quaresimale.

PER DIVENTARE TEMPIO DI DIO PER MEZZO DELLO SPIRITO

Ai venditori di colombe Gesù disse: «Non fate della casa del Padre mio un mercato».

Ai venditori di colombe Gesù disse: «Non fate della casa del Padre mio un mercato».

I saggi dell’antica Grecia ai loro discepoli lanciavano questa sfida: «Se tu andassi in giro per il mondo, non vedresti mai una città senza templi», poiché, «non può esserci una città senza templi e senza divinità». Come mai allora Gesù entrando nel tempio, dopo aver fatto piazza pulita di mercanti e di cambiavalute, dichiara apertamente: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gesù alludeva non al tempio materiale di Gerusalemme, bensì al Tempio nuovo e definitivo che è il suo corpo (Vangelo), la Chiesa, suo edificio spirituale, il singolo fedele tempio dello Spirito Santo. Ma come custodire e adorare Dio in questo Tempio di carne? Accogliendo l’insegnamento di san Paolo: «Gesù crocifisso è potenza di Dio e sapienza di Dio». E quali mezzi adottare per far nostra questa sapienza divina, che per i non credenti è semplicemente fallimento e follia (II Lettura)? Il Decalogo è la via più sicura per vivere in armonia con Cristo Tempio nuovo e con il prossimo. Tre comandamenti garantiscono la fedeltà all’alleanza con Dio e sette regolano la corretta relazione con gli altri (I Lettura).
Sergio Gaspari, smm

L’EDUCAZIONE DEI FIGLI

«Non sognate per loro i vostri desideri»


La famiglia”, illustrazione di Gian Calloni, 2014.

«Gesù cade sotto la croce», illustrazione di Giorgio Trevisan 2014,

NEL Sinodo sulla famiglia di ottobre 2014 grande spazio ha avuto anche la questione educativa, e soprattutto la responsabilità dei genitori nella trasmissione della fede ai propri figli. Questo compito deve essere condiviso dall’intera comunità ecclesiale, anche attraverso i percorsi di catechesi per la preparazione ai Sacramenti, l’esperienza educativa di parrocchie, oratori, la guida spirituale e l’amicizia che tanti educatori, religiosi e laici, giovani e adulti, offrono gratuitamente nella vita quotidiana delle nostre Chiese. Spetta però ai genitori il compito più impegnativo, con modalità tutte particolari, che chiedono la verità e il “coraggio” della persona nella sua interezza. Come ricordava anche il documento preparatorio del Sinodo: «L’educazione cristiana in famiglia si realizza, anzitutto, attraverso la testimonianza di vita dei genitori nei confronti dei figli (…); cammino di santificazione della coppia; preghiera personale e familiare; ascolto della Parola e testimonianza della carità. Là dove si vive questo stile di vita, la trasmissione della fede è assicurata, anche se i figli sono sottoposti a pressioni di segno opposto» (Sinodo Straordinario 2014, n. 134). San Giovanni Bosco scriveva: «L’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi».
Francesco Belletti, Direttore del Cisf

IN PREGHIERA CON IL SALMO 18/19

Noi ti lodiamo, Signore, per il dono della tua alleanza con noi. Lungo la storia della salvezza hai scelto il tuo popolo, affidandogli una legge di libertà. Ispira il tuo santo timore in quanti ti cercano e infondi nel nostro cuore la dolcezza del comandamento dell’amore verso te e il prossimo

9 marzo - Santa Francesca Romana

Santa Francesca Romana nacque nel 1384 nel quartiere romano del Parione e morì in Trastevere il 9.3.1440. Dopo la perdita dei figli e del marito, accettata e offerta nella fede, si dedicò all’assistenza dei poveri e dei malati. Nella continua unione con Dio attinse la forza per la sua insonne operosità. Fondò le Oblate di Tor de’ Specchi. La colletta della Messa la ricorda come «modello di santità coniugale e di vita consacrata» a Dio.
Luigi Giovannini, ssp

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, sollecitati dalle parole e dai gesti profetici del Signore Gesù, intensifichiamo il nostro cammino di conversione invocando la forza che viene dall’alto.

Preghiamo dicendo insieme:

A - Signore, vieni in nostro aiuto.


1. Per tutti i battezzati, vero tempio del Signore, perché liberi da ogni idolatria, rendano il culto gradito a Dio attraverso una vita secondo giustizia e verità, preghiamo.

2. Per coloro che il Signore ha chiamato per guidare la sua Chiesa, perché sempre e dovunque, con umiltà e coraggio, siano una chiara testimonianza dell’amore di Dio per il suo popolo, preghiamo.

3. Per tutti coloro che, per la fragilità della salute o la precarietà del lavoro, vivono nell’incertezza del domani, perché nella fede e nella cristiana solidarietà trovino conforto e speranza, preghiamo.

4. Per noi che abbiamo ascoltato la parola di Dio, perché, nella partecipazione alla mensa eucaristica, troviamo la forza per fare di noi stessi un dono reciproco nella carità e nella verità, preghiamo.

Intenzioni della comunità locale.

C - Nel nostro itinerario verso la Pasqua, accresci, Signore, la nostra fede, purifica i nostri cuori, perché, attraverso la pratica di un’autentica carità, possiamo rendere il culto a te gradito. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

GIOVANNI SCARPITTI

Nelle crisi delle istituzioni fondate sulla fede, vane sono le esortazioni alla ripresa del rispetto dei dettami del nostro credo se esse non si nutrono di modelli reali e operosi. Ecco perché è insostituibile la funzione di una testimonianza di vita cristiana quale quella di Giovanni Scarpitti (1886-1967), brillante docente universitario, scienziato e filosofo. Fu padre affettuoso, che dal figlio trovò conferma per la sua conversione e al figlio dedicò tutto il suo credo e l’intera vita, e marito amorevole, che pur nelle afflizioni fisiche testimoniò una salda fede e infinita gioia di vivere. Scriveva: «Il rimedio alle umane sofferenze è il rifugio nella verità e carità di Cristo» (Il mistero del dolore).
Cristina Santacroce stefanolarici CHIOCCIOLA alice.it

III SETTIMANA DI QUARESIMA

9 L L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. La vedova di Sidone, e Naaman il Siro: il messaggio profetico di Gesù è per tutti i popoli, non soltanto per i Giudei. S. Francesca Romana; S. Caterina da Bologna. 2Re 5,1-15a; Sal 41,2-3 e 42,3-4; Lc 4,24-30.

10 M Ricordati, Signore, della tua misericordia. Perdonare non è questione di calcoli: chi perdona di cuore al prossimo, sarà perdonato da Dio. Ss. Caio e Alessandro; S. Vittore; S. Simplicio. Dn 3,25.34-43; Sal 24,4-5b.6.7cd-9; Mt 18,21-35.

11 M Celebra il Signore, Gerusalemme. Dare pieno compimento alla Legge e ai Profeti è la missione di Gesù. Osservare i precetti delle Scritture è l’impegno dei credenti. S. Sofronio; S. Pionio; S. Eulogio. Dt 4,1.5-9; Sal 147,12-13.15-16.19-20; Mt 5,17-19.

12 G Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore. Non servono ulteriori segni per stare con Gesù: egli scaccia i demoni con il dito di Dio. S. Massimiliano; B. Fina; S. Innocenzo I. Ger 7,23-28; Sal 94,1-2.6-9; Lc 11,14-23

13 V Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce. Amare il Signore, amare il prossimo: l’antico comandamento è confermato dallo scriba e condiviso da Gesù. S. Sabino; S. Cristina; S. Ansovino. Os 14,2-10; Sal 80,6c-11b.14.17; Mc 12,28b-34.

14 S Voglio l’amore e non il sacrificio. Di fronte all’atteggiamento del fariseo e del pubblicano: la peggiore presunzione di fronte a Dio e quella di esaltarsi, invece di riconoscere i nostri limiti. S. Matilde; B. Giacomo Cusmano; S. Paolina. Os 6,1-6; Sal 50,3-4.18-19.20-21b; Lc 18,9-14.

15 D IV Domenica di Quaresima / B (S. Luisa de Marillac)
2 Cr 36,14-16.19-23; Sal 136,1-6; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21

Pasquale Giustiniani

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI:
da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei 2009.
Inizio: Padre, che hai fatto (203); O Croce gloriosa (142).
Ritornello al Salmo responsoriale: da Il canto del salmo responsoriale (ElleDiCi 2011); Oppure: Rit. comune: Ha sete di te, Signore (157).
Processione offertoriale: Molte le spighe (365).
Comunione: E venne il giorno (352-353); Donaci, Signore, un cuore nuovo (81).
Congedo: Ti saluto, o croce santa (138). Nulla con te (366).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento

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