18 febbraio 2018

Il cristiano è colui che lotta contro il maligno e, unito a Cristo, ottiene la vittoria. Questa lotta è il nostro impegno lungo il tempo quaresimale. La vittoria è il frutto della grazia del nostro Battesimo.

NON DI SOLO PANE VIVE L’UOMO MA DI OGNI PAROLA DI DIO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
L’ARCOBALENO, ben visibile dopo un temporale, diventa nel racconto biblico del diluvio «il segno dell’alleanza tra Dio e la terra». La santità di Dio è incompatibile con il male, ma non elimina l’uomo, sua “immagine”, che considera suo “alleato” per sempre (I Lettura) fino a unirlo con sé in Cristo, incarnato, morto e risorto per noi «per ricondurci a Dio».
«Reso vivo nello Spirito», Gesù porta, dunque, la salvezza a tutta l’umanità. Da strumento di morte nel diluvio, l’acqua diventa così «figura del battesimo, che ora salva», «invocazione di salvezza rivolta a Dio» (II Lettura). All’inizio della sua vita pubblica, lo Spirito vivificante, disceso su Gesù al Giordano, «lo sospinge nel deserto», per distruggere il regno di Satana. Marco mostra che Satana nulla può conto di lui; le sue tentazioni non lo raggiungono. La violenza del male è infranta: Gesù «stava con le fiere e gli angeli lo servivano». Con Gesù tutto è cambiato: «il regno di Dio è presente», Satana non regna più. Questo è il Vangelo che Gesù annuncia e al quale dobbiamo “credere”, all’opposto di coloro che «avevano un tempo rifiutato di credere» (Vangelo).

Tarcisio Stramare, osj

Una nuova rubrica: «GESÙ HA I SUOI NOMI»

Il monogramma di Cristo, “Chrismon”, simbolo del Cristo glorioso con le lettere alfa e omega. Scultura romanica in Santa Maria l’Assunzione de Còll. La Vall de Boi, Catalogna, Spagna. Foto Michel Wal / Wikipedia
APRENDO le pagine del Nuovo Testamento, ci incontriamo con i diversi nomi che ci svelano la persona di Gesù. Nella tradizione biblica il nome indica la persona e la sua missione: Dio stesso viene chiamato “il Nome” (in ebraico, Ashèm), per esprimere la profonda ricchezza di questo termine.
Anche il nome Gesù, oltre a designare la persona, ne specifica la missione: il nome ebraico Jehoshuà, che è il corrispondente di Gesù, significa: «il Signore salva». Così lo annuncia l’angelo che appare in sogno a Giuseppe: «Tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,21).
Quello di Gesù è il nome che «è al di sopra di ogni nome» (Fil 2,9), è il nome nel quale ciascuno di noi viene ancora battezzato (Cfr At 2,38) e nel quale solo «è stabilito che noi siamo salvati» (At 4,12). Insieme con questo, i Vangeli ci presentano alcuni particolari nomi con cui Gesù ha indicato se stesso o con cui si sono rivolti a lui i contemporanei. Altri nomi sono stati originati nel contesto di vita del suo tempo o nel contesto di fede della prima comunità cristiana.
Per una migliore comprensione del significato di questi nomi con cui ci viene presentata la persona di Gesù, La Domenica dà inizio a una nuova rubrica dal titolo: «Gesù ha i suoi nomi». Conoscere questi nomi è avvicinarsi alla persona di Gesù e al grande amore con cui egli ancora oggi ci rivela se stesso.

Don Primo Gironi, ssp, biblista.

LA CHIESA CHIAMA I GIOVANI IN VISTA DEL SINODO

Dal 19 al 24 marzo 2018 si terrà a Roma una missione pre-sinodale a cui sono invitati i giovani provenienti dalle diverse parti del mondo, sia giovani cattolici, sia giovani di diverse confessioni cristiane e altre religioni o non credenti. Le conclusioni saranno trasmesse ai padri sinodali (Verso la XV Assemblea Generale Ordinaria Sinodo dei Vescovi, ottobre 2018).

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, in questa prima domenica di Quaresima, invochiamo lo stesso Spirito che sospinse Gesù nel deserto perché ci sostenga nelle prove della vita e ci guidi sulle strade del Vangelo.

Preghiamo insieme dicendo: Donaci, Signore, il tuo Santo Spirito.

1. Sostieni, Signore, la tua Chiesa, chiamata ad essere nel mondo intero segno e strumento del tuo amore che non esclude nessuno. Noi ti preghiamo:

2. Volgi il tuo sguardo, Signore, a tutti coloro che sono costretti a vivere fra guerre e violenze di ogni genere e a lottare ogni giorno per la sopravvivenza. Noi ti preghiamo:

3. Accompagna, Signore, i catecumeni che si preparano al Battesimo e conforta tutti i battezzati che in questo tempo sono chiamati ad impegnarsi maggiormente nel cammino della loro permanente conversione. Noi ti preghiamo:

4. Accogli, Signore, le nostre preghiere per le nostre famiglie, per i giovani e per gli anziani, per i malati e per quanti hanno bisogno di sentire la tua presenza che salva. Noi ti preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C -
Dio grande e misericordioso, che con il Battesimo ci hai chiamati ad essere discepoli del tuo Figlio, guidaci con il tuo Santo Spirito perché fedeli alla tua parola possiamo raggiungere la meta luminosa della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

I SETTIMANA DI QUARESIMA

19 L Le tue parole, Signore, sono spirito e vita. Sono le opere che compiamo in questa vita che decidono le sorti di quella eterna. Ogni gesto ha una ripercussione illimitata: racchiuso in Dio non va perduto. S. Mansueto; S. Proclo; B. Corrado Confalonieri. Lv 19,1-2.11-18; Sal 18,8-10.15; Mt 25,31-46.

20 M Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce. Gesù raccomanda di non sprecare parole nella preghiera, ma di costruire una relazione con Dio: chiamandolo “Padre” noi diciamo che è vicino a noi, lo accogliamo nel nostro orizzonte. S. Eucherio; S. Giacinta Marto; S. Leone di Catania. Is 55,10-11; Sal 33,4-7.16-19; Mt 6,7-15.

21M Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto. Le folle cercano un segno palese per credere in Gesù. Egli presenta invece il segno di Giona, simbolo nel suo mistero pasquale: il segno della sua morte e risurrezione. S. Pier Damiani; B. Maria Enrica Dominici. Gn 3,1-10; Sal 50,3-4.12-13.18-19; Lc 11,29-32.

22 G Cattedra di S. Pietro apostolo. Festa (bianco). Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Pietro riconosce in Cristo il Figlio di Dio: Gesù conferma con le sue parole l’intuizione dell’apostolo e l’affermazione di fede sarà di guida anche per gli altri nella sequela. S. Pascasio. 1Pt 5,1-4; Sal 22,2-6; Mt 16,13-19.

23 V Se consideri le colpe, Signore, chi ti può resistere? Una giustizia più grande è richiesta ai discepoli, in cui l’amore e il rispetto, come quelli di Dio, sono l’unica autorità a cui obbedire. Per questo anche le sfumature saranno importanti. S. Policarpo; B. Giuseppina Vannini. Ez 18,21-28; Sal 129,1-8; Mt 5,20-26.

24 S Beato chi cammina nella legge del Signore. Amare i nemici è la sfida del cristiano che non parte dal suo sentimento, ma dall’amore stesso di Dio che abita nel suo cuore. Solo questo permette un amore che non si ferma agli amici. S. Modesto; B. Tommaso M. Fusco; B. Costanzo Servoli. Dt 26,16-19; Sal 118,1-2.4-5.7-8; Mt 5,43-48.

[25 D II Domenica di Quaresima / B (S. Nestore) Gen 22,1-2.9a.10-13.15-18; Sal 116,10.15-19; Rm 8,31b-34; Mc 9,2-10].

Elide Siviero

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Il tuo amore, Signore (497); Soccorri i tuoi figli (500).
Salmo responsoriale: Ritornello: M° A. Parisi; Perdonaci, Signore (430).
Processione offertoriale: Quanta sete nel mio cuore (705).
Comunione: Pane vivo, spezzato per noi (699); Mistero della cena (678).
Congedo: Chi è mia Madre? (575).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


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