23 aprile 2017

Otto giorni dopo la Pasqua, anche noi con Tommaso diciamo con fede: «Mio Signore e mio Dio!». In questo tempo pasquale ravviviamo la nostra fede nel Risorto, la nostra speranza nel futuro e la nostra carità nel presente della vita di ogni giorno.

«ABBIAMO VISTO IL SIGNORE!»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«CIÒ che è sorprendente della fede è che si possa credere», così il teologo G. Crespy. Se non ci si abbandona alle sorprese di Dio, ma si rimane ancorati alla logica umana, tutto sembra impossibile e per tutto si ricerca un segno percepibile con i sensi fisici. È un po’ questo che è accaduto a Tommaso: dove era mentre i discepoli ricevono la visita del Signore risorto? Non ci è dato di saperlo, sappiamo solo che era nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Solo quando Tommaso accetta di tornare nella comunità, radunata nel giorno del Signore, lì può anch’egli incontrare il Maestro risorto, lì può ricevere la possibilità di scorgere il segno atteso. Non altrove! (Vangelo). Allo stesso modo risuona per noi come monito l’atteggiamento dei primi cristiani: assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane, nella preghiera (I Lettura). Sono queste le condizioni essenziali perché il Risorto si riveli a noi, che siamo chiamati ad amarlo pur senza vederlo e, senza vederlo, a credere in lui (II Lettura). Così potremo, come Tommaso, aprirci a un’adorazione vera e a una speranza viva, quella di avere la vita nel suo nome.

Tiberio Cantaboni

CONTINUA IL CAMMINO DELLA MISERICORDIA

NELL’Anno Santo della Misericordia (8 dicembre 2015 - 20 novembre 2016) voluto da Papa Francesco è stata concessa a tutti la possibilità di varcare una Porta Santa. Le «Porte della misericordia» in ogni diocesi del mondo hanno scandito il tempo della grazia per la Chiesa intera. Cattedrali, chiese e santuari, carceri e ospedali hanno spalancato le loro porte alla conversione dei pellegrini. Eventi, udienze giubilari, iniziative diocesane hanno dato una risposta concreta alle intenzionalità giubilari dei fedeli.
Non possiamo dimenticare che, quale frutto del Giubileo, che non si esaurisce in questo Anno Santo, Papa Francesco, nella Lettera apostolica “Misericordia et misera”, ha ampliato le facoltà a tutti i sacerdoti. Essi potranno assolvere in modo ordinario dal peccato dell’aborto e rimettere al tempo stesso dalla scomunica ad esso collegata, facoltà fino ad ora riservata solo ai Vescovi e ai sacerdoti ai quali essi volevano estenderla.

Lucia Giallorenzo

L’ANGELO AI FANCIULLI DI FATIMA

Disegno di A. Allegretti 2016
Le apparizioni mariane di Fatima sono precedute da un “preludio angelico”: un episodio destinato a preparare i veggenti ai fatti grandiosi che li attendono. Tra aprile e ottobre 1916 un angelo, che appare tre volte, dice loro: «Non abbiate paura! Sono l’angelo della Pace. Pregate con me: Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo. Io vi domando perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano, non vi amano».
Quindi confida: «I Cuori di Gesù e di Maria ascoltano la voce delle vostre suppliche». E ancora: «Pregate, pregate molto. I Cuori Santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi dei disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici».

Sergio Gaspari, Monfortano

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, uniti come gli apostoli nella preghiera, ci rivolgiamo al Signore perché ascolti il grido di quanti lo invocano con cuore sincero.

Preghiamo insieme dicendo: Rendici tuoi testimoni, Signore.

1.
Per il papa Francesco, i vescovi, i sacerdoti e i diaconi, perché indichino al mondo che in Cristo morto e risorto sta la speranza di una vita piena ed eterna, preghiamo:

2. Per le comunità cristiane, perché come gli apostoli possano sperimentare la gioia di accogliere insieme la Parola di Dio, di celebrare l’Eucaristia, di vivere una vera condivisione fraterna, preghiamo:

3. Per quanti faticano a credere nel Dio di Gesù Cristo, perché possano incontrare testimoni credibili che dicano quanto è significativo per la loro vita essere discepoli del Cristo risorto, preghiamo:

4. Per ciascuno di noi, perché sappiamo sempre più riconoscere il Cristo nel fratello ferito e bisognoso, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C -
O Padre, che hai risuscitato il tuo Figlio Gesù Cristo, fa’ che nel cammino della nostra vita possiamo professare, come Tommaso, la nostra fede in lui, Signore e Dio, e così essere beati perché, pur non vedendo, crediamo in lui. Per Cristo nostro Signore.

A - Amen.

II SETTIMANA DI PASQUA

24 L Beato chi si rifugia in te, Signore. La prima lettura, tolta dagli Atti degli Apostoli, ci presenta la preghiera dei cristiani perseguitati: non chiedono a Dio di liberarli dalla prova, ma di non far loro perdere il coraggio di annunciare la Parola di Dio. S. Fedele di Sigmaringa (m.f.); S. Maria di Cleofa. At 4,23-31; Sal 2,1-9; Gv 3,1-8.

25 M S. Marco, evangelista. Festa (rosso). Canterò in eterno l’amore del Signore. Le caratteristiche essenziali del cristiano sono presentate nella prima lettura, dall’apostolo Pietro: l’umiltà, la sobrietà e la vigilanza. S. Franca. 1Pt 5,5b-14; Sal 88,2-3.6-7.16-17; Mc 16,15-20.

26 M Il povero grida e il Signore lo ascolta. Gesù, rivolgendosi a Nicodemo, ci ricorda che Dio si rivela a noi come amore, ma nello stesso tempo ci giudica per salvarci. S. Pascasio Radberto. At 5,17-26; Sal 33,2-9; Gv 3,16-21.

27 G Ascolta, Signore, il grido del povero. È solo Gesù che ci rivela il Padre e che ci dona la vita eterna attraverso lo Spirito Santo donatoci nella sua Parola e nei Sacramenti. S. Zita; S. Liberale. At 5,27-33; Sal 33,2.9.17-20; Gv 3,31-36.

28 V Una cosa ho chiesto al Signore: abitare nella sua casa. Il significato della moltiplicazione dei pani non è solo quello di sfamare la folla, ma di far nascere la fede in Gesù. S. Luigi Grignion de Montfort (m.f.); S. Gianna Beretta Molla. At 5,34-42; Sal 26,1.4.13-14; Gv 6,1-15.

29 S S. Caterina da Siena, patrona d’Italia e d’Europa. Festa (bianco). Benedici il Signore, anima mia. Santa Caterina è il simbolo del cristiano che in ogni cosa che fa sa far sentire la propria voce al mondo donando pace e gioia in Gesù. S. Tichico. 1Gv 1,5-2,2; Sal 102,1-4.8-9.13-14.17-18; Mt 11,25-30.

[30 D III Domenica di Pasqua / A (S. Pio V; S. Giuseppe B. Cottolengo). At 2,14a.22-33; Sal 15,1-2.5.7-11; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35].

Enrico M. Beraudo

  
Oggi ricordiamo Santa Maria Faustina Kowalska (1905-1938), religiosa della Beata Vergine Maria della Misericordia, che si adoperò per manifestare il mistero della divina misericordia. La liturgia fa la sua memoria il 5 ottobre.
«Eterno Padre ti offro il Corpo e il Sangue e l’anima e la divinità del tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero» (Coroncina della Divina Misericordia).

Salmo responsoriale e accompagnamento

Salmo

PROPOSTA PER I CANTI: da Repertorio nazionale, Canti per la Liturgia, ElleDiCi/Cei, Ed. 2009, 5 Ristampa. 

Inizio: Tu sei la mente (746); Luce splenda nella notte (11).
Salmo responsoriale: Modulo: M° A. Parisi; Ritornello: Alleluia (245).
Processione offertoriale: Cantiamo te (619).
Comunione: Pane vivo, spezzato per noi (699); Spirito del Padre (564).
Congedo: Musica di festa (680).

ACCOMPAGNAMENTO
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Accompagnamento


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